La palette del foliage campano

Ogni autunno la Campania cambia tavolozza. I boschi che d’estate sono solo “verde” si scompongono in decine di sfumature, e ognuna ha il suo posto, il suo sapore e il suo bicchiere. Abbiamo scelto cinque colori e, per ognuno, un borgo, dove quel colore si guarda, si mangia e si beve. Non serve andare lontano: la palette più bella d’Italia ce l’abbiamo a un’ora da casa.

Percorriamo insieme la nostra bella regione, alla ricerca dei luoghi più affascinanti dove assistere allo spettacolo del foliage.

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Color Oro – Nusco

Borgo di Nusco (AV)
Foto FB: Comune di Nusco
Nusco è il “Balcone dell’Irpinia“, e da un balcone così il colore che si vede di più a ottobre è l’oro. Querce e castagni intorno al borgo virano al giallo tutti insieme, e con il sole del pomeriggio l’intera vallata sembra laminata. Il bello di Nusco è che il foliage si guarda dall’alto. Dal belvedere del centro storico le colline scendono a onde fino al profilo dei Picentini, e il momento migliore è l’ora prima del tramonto, quando la luce si scalda e l’oro diventa quasi arancio. A un quarto d’ora d’auto c’è poi l’altopiano del Laceno, con faggete che fanno a gara a chi è più dorato. Tra un panorama e l’altro vale la pena perdersi nei vicoli in pietra fino alla Cattedrale di Sant’Amato e salire ai ruderi del castello. A tavola si gioca in casa, perché questa è terra di tartufo nero: tagliatelle, caciocavallo e salumi irpini, con un Aglianico che scalda più di un camino. E se capitate negli ultimi weekend di ottobre, a pochi chilometri Bagnoli Irpino ospita Il Nero di Bagnoli, la storica mostra mercato del tartufo nero e sagra della castagna.

Color Rame – Cusano Mutri

Borgo di Cusano Mutri (BN)
Foto sito: Wikipedia
Il rame è il colore dei faggi quando l’autunno è nel pieno, ed è esattamente quello che sovrasta Cusano Mutri. Il borgo sta aggrappato al Matese, e sopra le sue case in pietra le faggete di Bocca della Selva si accendono di rame, con riflessi che virano al bronzo nelle giornate di sole. Camminare in queste faggete a ottobre è un’esperienza quasi sonora, con il tappeto di foglie che scricchiola a ogni passo e la luce che filtra tra i tronchi chiari. Chi preferisce l’acqua può seguire le gole scavate dal Titerno, dove i colori del bosco si specchiano nel torrente. Poi si scende in paese, tra scalinate, archi e scorci che spuntano a ogni curva, e il protagonista diventa il porcino, qui praticamente cittadino onorario. Lo trovate ripieno, nel brodetto, nelle pappardelle e perfino nel panettone salato, da accompagnare con una Falanghina o un Aglianico del Sannio. Fino al 18 ottobre 2026 c’è la Sagra dei Funghi, una delle più grandi della Campania interna, con gli stand aperti tutti i giorni.

Color Castagna – Roccamonfina

Borgo Storico di Roccamonfina (CE)
Foto sito: Wikipedia
Il marrone castagna è il colore dei ricci aperti e delle foglie che coprono i sentieri, e Roccamonfina ne è la capitale. Il borgo sorge su un vulcano spento ed è così avvolto dai castagneti che la sua castagna si è guadagnata il marchio IGP. Qui il foliage è caldo e morbido, da maglione di lana, con i castagni che passano dal giallo al bruno. I sentieri del Parco regionale Roccamonfina-Foce Garigliano si percorrono a piedi o in bici e portano a luoghi che in pochi conoscono, come il Santuario della Madonna dei Lattani, nascosto tra gli alberi dal Quattrocento, o l’Orto della Regina sul Monte La Frascara. Al ritorno basta seguire l’odore delle caldarroste. La castagna finisce nella pasta e fagioli, nel castagnaccio e nei moretti, sempre in buona compagnia dei porcini, e nel bicchiere ci sta bene un rosso del vicino Galluccio.

Color Ocra – Borgo San Salvatore

Borgo San Salvatore di Vico Equense(NA)
Foto FB: Borgo San Salvatore
L’ocra è la tinta che prendono i faggi del Monte Faito, sopra Vico Equense, quando l’autunno arriva finalmente anche qui. Questo è uno dei pochissimi posti in Campania dove foglie e mare stanno nella stessa foto. I colori arrivano più tardi rispetto all’entroterra, tra fine ottobre e novembre, e il consiglio è scegliere un giorno feriale di inizio novembre, quando c’è più silenzio e la luce bassa accende i faggi come lampadine. Dopo una passeggiata nella faggeta fino ai belvedere sul golfo, conviene scendere verso le frazioni collinari di Vico, come Arola e Moiano, dove l’aria sa di castagne e legna. Poi, ovviamente, si mangia: un assaggio di Provolone del Monaco DOP, figlio proprio di questi monti, una pizza a metro da dividere (o no, nessuno giudica) e un bicchiere di Penisola Sorrentina DOC.

Color Rosso – Acerno

Borgo storico di Acerno (SA)
Foto sito: www.comune.acerno.sa.it
Se c’è un borgo che il rosso ce l’ha nel destino, è Acerno: secondo la tradizione il suo nome richiama l’acero, l’albero che in autunno dà più spettacolo di tutti. Siamo nel cuore dei Monti Picentini, e qui il foliage è un mosaico, con il rosso acceso degli aceri che spunta in mezzo all’oro delle faggete e ai boschi misti. I sentieri salgono verso le vette e, nelle giornate limpide, la tavolozza si allarga a perdita d’occhio. Molti campani devono ancora cercarlo sulla mappa, ed è proprio questo il suo fascino. Dopo qualche ora di cammino il premio è un pranzo lento in paese, con castagne, funghi, formaggi di montagna e un rosso dei Colli di Salerno, tanto per restare in tema. Se riuscite a organizzarvi per la seconda domenica di novembre, la Pro Loco mette in tavola la Sagra della Castagna e dei prodotti del sottobosco, il modo perfetto per chiudere la stagione del foliage con le mani sporche di caldarroste.
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